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Specie

Trota fario: abitudini, habitat e pesca responsabile

Esigente, diffidente e legata alle acque fresche e ossigenate. Conoscerne le abitudini aiuta a pescarla e a proteggerla.

di Tommaso Colombo3 min di lettura

Trota fario con punti rossi e neri tenuta con delicatezza tra mani bagnate sopra l'acqua

La trota fario (Salmo trutta) è uno dei pesci più cercati nei torrenti e nei fiumi italiani. Ha bisogno di acqua fresca, limpida e ricca di ossigeno, ed è sensibile al riscaldamento delle acque e all'alterazione dei corsi d'acqua. Per questo la sua presenza è anche un indicatore della salute di un torrente.

Riconoscerla

Il corpo è affusolato, con una colorazione che varia molto in base all'ambiente: dorso bruno o olivastro, fianchi più chiari, punti neri e spesso rossi circondati da un alone chiaro. Le popolazioni di torrenti diversi possono apparire molto diverse tra loro. In Italia la sistematica delle trote è oggetto di studio e alcune popolazioni autoctone sono tutelate; per questo le regole di pesca possono cambiare in modo significativo da un bacino all'altro.

Habitat

La fario vive nei tratti medio-alti dei fiumi, nei torrenti montani e in alcuni laghi alpini. Predilige zone con ripari: massi, radici, sponde scavate, tronchi sommersi. Difende un territorio, e le trote più grandi occupano i posti migliori, quelli con corrente moderata e cibo che arriva in abbondanza.

Torrente limpido con raschiata e buca
Acqua fresca, ossigenata e ricca di ripari: l'ambiente tipico della fario.

Alimentazione

Si nutre soprattutto di insetti acquatici allo stadio di larva e di adulto, di insetti terrestri caduti in acqua, di piccoli crostacei e, crescendo, anche di piccoli pesci. È più attiva nelle ore di luce bassa e quando la temperatura dell'acqua è nell'intervallo che preferisce; con acqua troppo calda riduce l'attività e cerca rifugio in profondità o vicino alle sorgenti fresche.

Durante l'anno

La riproduzione avviene in genere tra l'autunno e l'inverno, su fondali di ghiaia ben ossigenati. In molte regioni questo periodo coincide con la chiusura della pesca alla trota. In primavera l'attività aumenta con le prime schiuse di insetti; in piena estate i momenti migliori si spostano verso l'alba e il tramonto.

Pesca responsabile

Che si scelga di trattenere qualche pesce, dove consentito, o di rilasciare tutto, alcune pratiche fanno la differenza:

  • Usa ami senza ardiglione o schiaccia l'ardiglione con una pinza.
  • Recupera il pesce senza prolungare il combattimento oltre il necessario.
  • Bagnati le mani prima di toccarlo e tienilo il meno possibile fuori dall'acqua.
  • Non stringerlo e non toccare le branchie.
  • Rilascialo tenendolo controcorrente finché non nuota via da solo.
  • Nelle giornate di acqua molto calda, valuta di non pescare: lo stress del combattimento è maggiore.

Regole e misure minime

Misure minime, numero di catture, periodi di apertura e tratti a regolamento speciale variano tra regioni, province e gestori delle acque. Alcune zone sono interamente "no kill". Prima di ogni uscita verifica il regolamento in vigore nel tratto in cui peschi: le indicazioni di questo articolo non lo sostituiscono.