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Attrezzatura

Come scegliere il filo da pesca giusto

Monofilo, fluorocarbon e trecciato hanno caratteristiche diverse. Capirle evita rotture, grovigli e abboccate perse.

di Tommaso Colombo3 min di lettura

Tre bobine di filo da pesca: monofilo trasparente, fluorocarbon e trecciato verde

Il filo è l'unico collegamento tra te e il pesce, eppure è spesso l'ultima cosa a cui si pensa. Scegliere il tipo giusto dipende dalla tecnica, dall'acqua e dalle esche che usi più spesso.

Monofilo (nylon)

È il filo più diffuso e più economico. Ha un buon allungamento, che assorbe gli strappi del pesce e perdona gli errori di ferrata e di frizione. Galleggia o affonda lentamente, è facile da annodare e gestire.

Il rovescio della medaglia è la memoria: tende a restare arricciato nella forma della bobina, soprattutto nei diametri più grossi e dopo lunghi periodi di inutilizzo. Si degrada con il sole e con il tempo, quindi va sostituito con una certa regolarità.

Fluorocarbon

Ha un indice di rifrazione vicino a quello dell'acqua, quindi è meno visibile di un monofilo dello stesso diametro. È più rigido, più resistente all'abrasione e affonda. Per questo è molto usato come terminale, cioè l'ultimo tratto di filo legato all'esca, soprattutto in acque limpide o vicino a sassi e rami.

È più costoso e alcuni nodi tengono peggio che con il nylon: vanno lubrificati bene e stretti con attenzione.

Trecciato (multifibra)

È formato da fibre intrecciate e ha un allungamento quasi nullo. Trasmette ogni vibrazione e ogni tocco, permette lanci lunghi a parità di carico di rottura grazie a un diametro molto ridotto, e non ha memoria.

È però molto visibile, poco resistente all'abrasione contro le rocce e scivoloso nei nodi. Si usa quasi sempre con un terminale in fluorocarbon o in monofilo, collegato con un nodo apposito.

Mani che annodano un amo al filo vicino al fiume
Ogni tipo di filo ha nodi che tengono meglio di altri.

Un confronto rapido

La tabella sul confronto dei fili, presente anche in home page, riassume le differenze principali. In breve: il monofilo è il più semplice e indulgente, il fluorocarbon il più discreto e resistente come terminale, il trecciato il più sensibile e adatto ai lanci lunghi.

Il diametro

Il carico di rottura dichiarato varia molto tra un produttore e l'altro e tra un tipo di filo e l'altro, quindi è difficile dare valori assoluti. Come principio, scegli il diametro più sottile che ti permetta di gestire in sicurezza i pesci che cerchi nell'ambiente in cui peschi. Un filo troppo sottile vicino a rocce o rami significa pesci persi con l'esca in bocca, cosa da evitare anche per il benessere del pesce.

Cura e sostituzione

  • Controlla gli ultimi metri di filo dopo ogni uscita, passandoli tra le dita: se senti ruvidità o vedi sfilacciature, tagliali.
  • Conserva le bobine lontano dal sole e dal calore.
  • Il filo usato non va mai lasciato a terra o in acqua: riportalo a casa e smaltiscilo correttamente, perché è un pericolo per uccelli e altri animali.